In tenda tra gli orsi di Katmai
20 novembre 2025
A fine giugno del 2025 sono finalmente volato per la prima volta in Alaska, per il viaggio più avventuroso che abbia mai intrapreso: visitare il Parco Nazionale di Katmai. Katmai è famoso per i suoi orsi bruni che pescano i salmoni alle cascate di Brooks. Quando in un documentario vedete la scena iconica di un orso bruno che afferra un salmone al volo, molto probabilmente è stata girata li. E quello era il mio obiettivo: fotografare un orso bruno che pescava lungo il fiume Brooks.
D’altronde ci sono due tipi di persone che vanno a Katmai: chi ama la pesca sportiva e chi è entusiasta di vedere gli orsi bruni. Aspettatevi quindi di sentire spesso la classica domanda “have you seen any bears?” (ovvero “visto qualche orso?”). Attenzione però, orsi bruni non grizzly. Nonostante non ci siano differenze genetiche, il termine grizzly si riferisce agli orsi bruni che vivono nell’entroterra.
Data la posizione remota del parco, nel sud-ovest dell’Alaska, ed il fatto che sia raggiungibile solo in barca o in aereo, è impossibile arrivarci per caso. Io ho optato per l’aereo per raggiungere Brooks Camp, situato nel cuore del parco. Partendo da Anchorage, ho preso un volo fino al piccolo villaggio di King Salmon, l’ingresso occidentale di Katmai, dove poi ho cambiato mezzo di trasporto e preso un idrovolante. In totale, circa due ore di volo, un’esperienza che da sola avrebbe potuto giustificare il viaggio.
A Brooks Camp c’è tutto ciò di cui si può avere strettamente bisogno: alcune lodge e un campground (rigorosamente su prenotazione, data l’elevata richiesta), un ristorante e un paio di negozietti dove acquistare souvenir, snack, o noleggiare attrezzatura da pesca o un kayak. Io ho trascorso quattro notti nel campground, che è circondato da una recinzione elettrica per evitare incontri indesiderati. Si trova a un paio di minuti a piedi dalla parte principale di Brooks Camp, su un sentiero immerso nel bosco. A essere onesti, quei due minuti sembravano molti di più quando percorrevo il sentiero da solo. Il campground dispone di un deposito per il cibo e prodotti odorosi (come dentifricio e saponi), un deposito per gli zaini, un lavandino con acqua potabile, due bagni e alcune aree specifiche dove è consentito mangiare. Consumare cibo al di fuori di queste aree è severamente proibito. I due bagni del campground sono dotati di latrina e disinfettante per le mani, ma chi lo desidera può farsi una doccia nel bagno condiviso delle lodge.
Da Brooks Camp parte un sentiero che conduce alle quattro piattaforme di osservazione lungo il fiume, tra cui quella più famosa affacciata sulle cascate. Data la possibilità di incontrare un orso lungo il percorso, è buona norma fare rumore durante la camminata e, se possibile, muoversi in gruppo, così da segnalare la propria presenza: di solito gli orsi evitano di disturbare. A tal proposito, ricordo un episodio curioso: ero in una radura, mentre aspettavo di fotografare una lince, quando quasi non mi accorgevo di un orso che attraversava furtivamente la strada a una decina di metri da me, cercando invano di non farsi notare. Missione fallita: ho subito impacchettato tutta l’attrezzatura e mi sono diretto verso le tranquille piattaforme.
A parte un’intera giornata trascorsa esplorando la Valle dei Diecimila Fumi, ho passato quasi tutto il mio tempo sulle piattaforme. In quel periodo erano quasi deserte: spesso mi è capitato di essere completamente da solo. A farmi compagnia però c’erano sempre le zanzare, instancabili. E’ quindi buona norma prepararsi a contrastarle con uno spray repellente o con l’abbigliamento adeguato. Mentre aspettavo pazientemente di fotografare gli orsi, potevo allenarmi a immortalare i vari uccelli che pescavano nel fiume o i salmoni che risalivano la corrente. A volte però, mi perdevo a contemplare semplicemente la bellezza del paesaggio. La situazione a fine giugno è molto diversa rispetto a luglio o settembre, secondo i racconti dei rangers, che narravano di ore di attesa per accedere alle piattaforme durante l’alta stagione, ma ripagate da una maggiore presenza e attività degli orsi. Ovviamente portare cibo sulle piattaforme è severamente vietato, quindi solitamente saltavo il pranzo per poi rifarmi abbondantemente a cena al ristorante Brooks Lodge, chiacchierando con altri appassionati di orsi e pescatori.
Le giornate trascorse nel Parco Nazionale di Katmai sono state un’esperienza indimenticabile. Spero un giorno di tornarci e visitare un’altra magnifica zona del parco: Hallo Bay!
Se vuoi vedere altre foto, visita la sezione fotografica del Parco Nazionale di Katmai